mercoledì 18 aprile 2012

Disappointment

Certe delusioni bruciano, consumano dentro. Ci creiamo illusioni, speriamo che la fortuna non sia tanto disonesta nel presentarci delle opportunità di miglioramento della qualità della nostra vita e poi ce le tolga, improvvisamente, aggiungendo al danno, anche la beffa. Volgarmente definirei la situazione che sto vivendo "due inculate al prezzo di una". Non solo mi è stata negata un'opportunità ma la mia situazione peggiorerà esponenzialmente. Sono amareggiata ma sono lucida, so esattamente quello che mi aspetta. E mi comprimo perchè non voglio ammorbare le persone che mi vogliono bene e che mi stanno vicino con questioni che riguardano me soltanto e che sono distanti anni luce da tutto il mio (bel) mondo affettivo.


Piangerò.


Mi leccherò la ferita.


Digerirò il boccone amaro.


Andrò avanti come al solito.

mercoledì 11 aprile 2012

Le lacrime del cielo e la pace

Mi è sempre piaciuto contemplare il cielo, ad ogni età, in ogni stagione, con qualsiasi condizione climatica. Quando ero piccina mi piaceva guardarlo dal balcone della casa dei nonni in montagna, seduta sull'onnipresente sdraietta blu. Come Heidi, mi divertivo a trovare delle figure nelle forme nelle nuvole. Non so, in montagna il cielo è più limpido, più blu, le nuvole sono più compatte, dense, si muovono veloci e cambiano forma di continuo. Ed è divertente vedere ora un cuore, ora un fiore, ora un animale. Visi, auto, case. Le nuvole, nella mia testa si trasformavano in ogni cosa. Da adolescente mi piaceve guardare il cielo di notte: tante notti di San Lorenzo trascorse a contare le stelle cadenti, sperando che qualche desiderio venisse esaudito. Anche ora, da adulta, mi piace guardare il cielo, in tutti i suoi colori, quando c'è il sole, quando piove e quando nevica. Uno degli sport preferiti degli utenti di Facebook è accanirsi contro le condizioni atmosferiche e non nego di essere caduta anch'io in questo tranello. Ma questa volta no, non ci casco, non parlerò male della pioggia. E' curioso vedere quante canzoni siano state dedicate alle pioggia, molte più che al sole o alla neve. La pioggia probabilmente è una musa ispiratrice, il mood da pioggia è malinconico e induce alla riflessione. Le gocce assomigliano alle lacrime. Personalmente la pioggia non mi dispiace (al di là dei disagi a livello pratico) e mi piace contemplarla. La frase che meglio esprime ciò che sento quando osservo le lacrime del cielo dalla finestra è "Cade la pioggia e tutto tace / lo vedi sento anch’io la pace" (Negramaro).
La pace, piacevole sensazione di quiete. 

mercoledì 4 aprile 2012

A. vs Attività fisica (2° e forse ultima parte)

Mi sembra giusto fornire aggiornamenti riguardo il mio post del 7 febbraio. L'aggiornamento è che non ci sono stati aggiornamenti o meglio, ci sono solo "cenni" di aggiornamenti. Riguardo al proposito 1, l'unica ginnastica che ho effettuato è stata recarmi alla Decathlon a provare ed acquistare un costume intero nero. Veramente bello nella sua semplicità. Veramente un peccato che mi sia passata la voglia di andare in piscina. E ora passiamo ai tibetani... rimanda oggi, rimanda domani, siamo arrivati al 4 di aprile e non mi ricordo quasi più i movimenti... Insomma, per farla breve: sono un piccolo disastro. Ma non tanto per l'attività fisica in sè ma per il fatto che mi "carico" di buoni propositi che quando non vengono messi in pratica si trasformano in piccoli sensi di colpa. Piccoli piccoli. Piccolissimi. Talmente piccoli che credo continuerà a vincere la pigrizia! 

venerdì 30 marzo 2012

Vado. Ma poi torno. Aspettatemi (se volete).

Lo so, lo so. Siamo tutti diversi ed è questo che rende splendido il mondo. Ma è proprio la diversità derivante da infinite variabili (educazione, ambiente, età, sesso, preferenze, ecc. ecc. ecc. - si potrebbe andare avanti all'infinito) a creare delle falle enormi tra gli esseri umani. Io so che spesso non vengo compresa, che le persone a volte non capiscono i miei allontamenti e i miei successivi riavvicinameti. Tempo fa ho letto in un libro un prezioso consiglio, quello di non comunicare quando non siamo predisposti a farlo. Le mie variabili di diversità hanno preso una certa piega in seguito ad alcune esperienze e talvolta mi riesce difficile comunicare come mi sento a persone che stenterebbero a capire. E io non le condanno perché questo non avviene per mancanza di empatia ma dal semplice fatto di non aver vissuto determinate esperienze come le ho vissute io, cioè con mia fin troppo esagerata emotività. Questo inibisce la mia predisposizione alla comunicazione e quando sono in questo particolare mood, non mi va di trascinare nessuno nelle paludi dei miei pensieri. E quindi mi allontano. Non perchè sono una stronza. Non perchè sono una snob. Semplicemente per non mettere a disagio e per non mettermi a disagio. In altro libro avevo letto che molte persone sensibili abusano di questa loro sensibilità per tiranneggiare, per rinfacciare, per manipolare, per pretendere di essere capite. Io non voglio correre questo rischio, quindi mi allontano per non rischiare di malinterpretare una battuta e magari inacidirmi inutilmente verso qualcuno a cui voglio bene. I miei allontanamenti non sono mai definitivi, prima o poi torno sempre dalle persone che stimo e a cui voglio bene e nel tempo ho anche imparato ad accettare chi non mi capisce e non mi riaccoglie, perfino chi non mi cerca più. Perchè capisco che siamo diversi e che ognuno ha un suo modo di reagire di fronte alle varie situazioni. Non che non mi dispiaccia ma rispetto le scelte altrui. Chi mi conosce da una vita ha imparato a gestire i miei allontanamenti e i miei avvicinamenti e non me ne ha mai fatta una colpa. E' indicibile quanto io ami queste persone.

mercoledì 28 marzo 2012

Insieme. Sempre. Per sempre.

Ogni tanto (spesso, in realtà) mi mancano i miei nonni paterni. Mi mancano loro, mi manca sentire quello che c'era tra di loro. Li ho amati tantissimo, da loro ho imparato cosa significa essere una coppia, come dovrebbe essere una coppia. Ed è tutta l'esistenza che inseguo questo ideale. Gli ultimi anni della loro vita non erano più lucidi e spesso stentavano a riconoscersi ma quando erano sul divano a guardare la tv, si tenevano ancora per mano. Quello che li legava era più forte della vecchiaia, della memoria, della demenza senile. Quando lui è venuto a mancare, lei l'ha seguito sei mesi dopo. Insieme. Sempre. Per sempre. 

Quid pro quo

Dovrei imparare a ricordare parola per parola le risposte di merda che mi vengono date nel momento del bisogno e restituirle al momento opportuno senza farmi intenerire dal mio solito buonismo.