... è giusto così e io devo accettare la realtà. Le persone non hanno né tempo né voglia di indagare, di ascoltare, figuriamoci di capire stati che non sono retaggio del loro immaginario. E io ormai inerme, osservo da un punto non ben definito dello spazio e del tempo navi che salpano per luoghi lontani senza aver la forza di sventolare fazzoletti o richiamare le imbarcazioni in porto. Forse perché il porto è ormai in disuso, non è più quel luogo sicuro dove attraccare. La guardiana vive in un faro spento che non è più di utilità a nessuno. Non sento più neanche il bisogno di scusarmi e giustificarmi: guardo, osservo e prendo atto. I piedi cementati nel terreno non mi permettono di andare avanti e neanche indietro mentre il mondo gira veloce e io resto sempre allo stesso punto. I miei periodi di eremitaggio non sono mai durati così a lungo. Di solito, improvvisamente, si faceva largo una nuova consapevolezza che mi prendeva per mano e delicatamente mi rimetteva in carreggiata donandomi uno zainetto colmo di energie rinnovate e rinnovabili. Stavolta no, non so che giro stia facendo la consapevolezza ma sta tardando a tornare. E io non riesco a staccare i piedi dal terreno senza di lei. Bloccata, in sospeso, lontana da me e dagli altri.
lunedì 1 luglio 2013
martedì 21 maggio 2013
TU
E' un incedere lento, il mio
su un tappeto di buia disillusione
con il mio lunghissimo strascico di sogni,
tessuto leggero e impalpabile
rete che raccoglie pensieri a forma di fiore lungo la via
Mi volto e ti vedo dietro di me, lontano,
chino sul mio velo, raccogli i fiori
che diventano emozioni nelle tue mani
ti sento anche se non parli
percepisco i tuoi passi morbidi nella mia mente
giovedì 2 maggio 2013
Le porte
"Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d'ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. (...) C'è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto. (...) La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia." (Haruki Murakami)
Un volta scrissi
"L'incombenza di chiudere un pò di porte: quelle che fanno passare troppo caldo o troppo freddo o sbattono o cigolano. E privilegiare quelle da cui filtra la luce"
dimenticandomi poi che la revisione delle porte va fatta ciclicamente.
Un volta scrissi
"L'incombenza di chiudere un pò di porte: quelle che fanno passare troppo caldo o troppo freddo o sbattono o cigolano. E privilegiare quelle da cui filtra la luce"
dimenticandomi poi che la revisione delle porte va fatta ciclicamente.
Vorrei
Giornate più lunghe, senza Sonno
Scendere a Patti con il Tempo, elegantemente, con Leggerezza
Dare una Forma bizzarra ai Pensieri troppi seri
Catturare per la coda l'Eco delle Parole
Entrare in una Bolla di Sapone e volteggiare nell'Aria
E finalmente, riconciliarmi con l'Anima e il Mondo.
Scendere a Patti con il Tempo, elegantemente, con Leggerezza
Dare una Forma bizzarra ai Pensieri troppi seri
Catturare per la coda l'Eco delle Parole
Entrare in una Bolla di Sapone e volteggiare nell'Aria
E finalmente, riconciliarmi con l'Anima e il Mondo.
lunedì 18 marzo 2013
Le stelle delle Muse
Le Muse sono nascoste dappertutto, basta un profumo, un suono, uno sguardo, una parola per permettere loro di arpeggiare con le corde dell'anima... il corpo, scosso nelle fondamenta, viene immediatamente invaso da un fascio di luce, la mente allontana la realtà e spazia in altre dimensioni mentre gli occhi si fanno lucidi, pronti a produrre piccole stelle liquide di dolcezza.
Pedro Salinas scrive:
"Terse, rotonde, tiepide.
Lentamente
vanno al loro destino;
lentamente, per indugiare
più a lungo sulla tua carne.
Vanno verso il nulla; non sono
che questo, il loro scorrere.
E una traccia, verticale,
che si cancella subito.
Astri?
(...)
Sono stelle, o segni,
sono condanne o aurore?
Ne' guardando ne' coi baci
ho imparato che cos'erano.
Ciò che vogliono resta
là indietro, tutto ignoto.
E così pure il loro nome.
(Se le chiamassi lacrime
nessuno mi capirebbe)."
Pedro Salinas scrive:
"Terse, rotonde, tiepide.
Lentamente
vanno al loro destino;
lentamente, per indugiare
più a lungo sulla tua carne.
Vanno verso il nulla; non sono
che questo, il loro scorrere.
E una traccia, verticale,
che si cancella subito.
Astri?
(...)
Sono stelle, o segni,
sono condanne o aurore?
Ne' guardando ne' coi baci
ho imparato che cos'erano.
Ciò che vogliono resta
là indietro, tutto ignoto.
E così pure il loro nome.
(Se le chiamassi lacrime
nessuno mi capirebbe)."
venerdì 8 marzo 2013
La Que Sabè
La que sabè cassandramente vide squarci invisibili dietro la coltre del futuro visibile e come Cassandra fu zittita e non creduta.
Ora gli squarci sono vivi e tangibili ma ancora gli sguardi sono ciechi, si brancola nel buio dopo la vendita della cara luce a poco prezzo.
Resta solo una flebile fiammella e l'incedere è difficile (ma inarrestabile).
martedì 5 marzo 2013
Leggero librarsi
I cieli sono uguali
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.
(Pedro Salinas)
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.
(Pedro Salinas)
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