martedì 8 novembre 2011

lunedì 31 ottobre 2011

La consapevolezza della felicità

... spesso, quando siamo felici, non ce ne rendiamo conto "in diretta". Ce ne rendiamo conto dopo, quando il momento diventa ricordo e subentra la nostalgia. Io ho imparato ad essere consapevole. Quando sono felice, me ne rendo conto e tento di godere di quell'attimo a fondo, per non avere più rimpianti, per avere un ricordo bello senza nostalgie o rammarichi. Me lo tengo stretto io, il mio momento di felicità, consapevole della sua fragilità e transitorietà. In questi giorni sono tanto felice e ne sono consapevole. E' importante vivere in diretta e non in differita.

venerdì 28 ottobre 2011

giovedì 27 ottobre 2011

So little difference in nightmares and dreams

"And oh every moment isn't clear
Sometimes I feel I've been there before
And oh how some moments grow into patterns
And puzzles and lifestyles and schemes
With so little difference in nightmares and dreams
And oh how some moments glow"

(Melanie Safka)


mercoledì 19 ottobre 2011

Venuto al mondo - Margaret Mazzantini

Il libro è emotivamente forte, le tematiche sono delicate, a tratti dissacranti fino a sfiorare l'immoralità. Il libro è coinvolgente, profondamente femminile: la parte oscura delle donne è descritta nei minimi termini, si arriva ad abissi inesplorati. Non è pessimismo, è realismo nudo e crudo, forse imbarazzante ma solo in certi frangenti. Esperienze drammatiche che posso accadere nella vita, desideri portati all'esasperazione che portano ad oltrepassare i limiti del consentito. Ora comprendo il commento di una mia amica ("per me è stato pieno di emozioni contrastanti,a tratti l' ho odiato, a tratti fortemente amato!). Io l'ho trovato sconvolgente fino alle ultime pagine, poi quelle righe mi hanno fatto ricredere su tutto il resto. I personaggi hanno preso un'altra piega nella mia mente. Chi avevo giudicato disonesto, non solo aveva conservato una rettitudine pari a pochi, ma aveva agito nel nome dell'amore. Mi hanno commosso la tenacia, l'attaccamento a determinati valori, nonostante tutto. Come in "Non ti muovere", ci sono due mondi a contrasto: il mondo delle persone "per bene", in ordine (il suo cappottino "austero"), equilibrate, forse un po' rigide e il mondo delle persone che vivono nella confusione, nello squilibrio. E alla fine del libro non è possibile schierarsi nè da una parte nè dell'altra perchè, anche se in apparenza può sembrare che le decisioni del singolo determinino le vicende, ci si rende poi conto che sono eventi indipendenti a scatenare reazioni a catena e il singolo è solo un piccolo pezzo del puzzle. La scrittura della Mazzantini è meravigliosamente realistica e scenografica: immagini, luci, ombre e colori si sovraimprono nella mente durante la lettura. In definitiva, il libro mi è piaciuto (un'altra amica aveva ragione sul fatto che "il peggio doveva ancora arrivare" ma proprio il finale apre paradossalmente la strada della speranza e conferisce al tutto una dolcezza senza fine), quelle ultime pagine mi hanno portato ad amarlo proprio per la sua particolarità nello svelarsi, nel rivelarsi nel finale ma soprattutto mi hanno portato a consigliarlo alle donne che vogliono affrontare una lettura impegnata che lasci il segno! 

giovedì 13 ottobre 2011

mercoledì 21 settembre 2011

I sogni, le stelle e i colori


... che meraviglia quei libri belli che ti capitano in casa per caso, senza che tu li abbia comprati, senza che nessuno te li abbia regalati. Quei libri che le altre persone ti danno "perché li hanno doppi", "perché si sono dimenticati di disdire l'ordine per corrispondenza". Semplicemente li trovi lì, sul tuo scaffale e tu non ne sai nulla. Magari ti incuriosisce il titolo, magari la copertina. E allora decidi di leggerli e... ti si apre un mondo! Il libro giusto al momento giusto. Ho una strana convinzione riguardo questi libri, penso che quelli che portano dei messaggi a noi utili in certi momenti della vita, trovino il modo di raggiungerci. O forse semplicemente siamo noi a proiettare il nostro essere all'interno del libro. Il libro è una sorta di vestito magico che prende le misure della persona che lo legge. Anni fa ho fatto la conoscenza di "Undici Minuti" di Coelho con questa modalità: me lo sono trovato tra le mani, non conoscevo bene né l'autore né il libro ed ora è una delle cose più preziose che io abbia mai avuto. Due giorni fa ho ultimato "Lei e Lui" di Andrea De Carlo (prossimamente scriverò qualcosa anche a questo proposito) e mi sono soffermata davanti alla mia piccola biblioteca casalinga (una splendida libreria Ikea bianca che si adagia su una parete rossa) e tra i libri in attesa di lettura c'era proprio lui, "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia. Non ricordo l'origine e nemmeno come sia finito sul mio Expedit ma il titolo e la copertina mi hanno subito attirato. Fino a qualche mese fa e per parecchi anni, capelli rossi (tinti) hanno incorniciato il mio viso pallido e di fronte a questo richiamo di familiarità, non ho potuto fare a meno di estrarre il volume dall'Expedit e metterlo in borsa per trovare un attimo di bellezza nel mio ordinario pendolare per/da Milano. Perché una vocina dentro di me mi diceva che di bellezza si trattava. Quindi l'altro ieri ho aperto il mio bel libro dalla copertina bianca non appena sono riuscita a sedermi sul treno e.... mi ha colpito immediatamente la delicatezza della scrittura, una delicatezza che viene assorbita dagli occhi, si propaga in tutto l'essere e ti invade animo e cuore. Questa delicatezza è arrivata persino nei punti più calcificati di me che si sono ammorbiditi per poi sciogliersi in lacrime di tenerezza. E' inevitabile non pensare alla propria adolescenza, alla magia, all'entusiasmo, alla forza dei pensieri propri dei teenagers. Ti senti grande ma sei piccino, ciò che provi è amplificato, ingestibile. Quello che si pensa ha l'urgenza di essere tradotto in azione e realtà immediatamente, senza filtri. L'amore è l'amicizia hanno priorità su tutto. E poi: i sogni, le stelle, i colori... elementi che da adolescente sembrano inseparabili dalla nostra persona. Poi purtroppo interviene la vita a separarci da questi stessi elementi che andrebbero invece conservati come merce preziosa perché sono i pensieri che da adulti ci fanno alzare dal letto ogni mattina, sono i pensieri che ci salvano dall'ansia, dalla depressione, dalla paura, dalla disillusione. Per l'adolescente le parole tabù non esistono, le malattie si chiamano con il proprio nome, senza eufemismi. Si scrivono lettere con parole a cascata senza badare alla stilistica ma con tanto tanto cuore. Si scrive ancora "ti amo", un "ti amo" sincero, potente, sentito. Crescendo diventa tutto complicato, le intenzioni vengono fraintese, è necessario misurare atteggiamenti e parole, si perde di spontaneità e freschezza. I colori diventano grigi, le stelle si spengono, i sogni... si ripongono in un cassetto. Leggendo questo libro ho capito di aver bisogno dei miei sogni, delle mie stelle, dei miei colori. Spolverare e rinfrescre le emozioni. La lettura del libro mi ha allietato per quattro viaggi, due andate e due ritorni. Era da tanto che non mi sentivo così rapita e in un tale stato di incantamento da dimenticare il tempo, le persone pressate intorno a me, il terribile vociare e gli "aromi". Dimentica di tutto questo, non mi sono preoccupata di trattenere lacrime e sorrisi e solo per caso mi sono ricordata di scendere alla mia fermata. Poi il libro è finito e sono tornata alla mia realtà di adulta.

Grazie al caso/destino/fato per avermi fatto recapitare questo libro, grazie all'autore che crede ancora nelle cose piccole e belle e mi ha indicato cosa mi manca in questo momento della vita. Mi manca il rosso.