Perchè con lei non è importante la destinazione, il locale o il giorno in cui ci si vede. Con lei ci si può vedere anche un lunedì sera di gennaio e andare in un pub che non si conosce e ne uscirà comunque sempre una splendida serata. Come di consueto, io ho ordinato la mia birra. Lei questa volta no, lei ha preso un the caldo. Come sempre abbiamo sfidato il freddo e siamo uscite a fumare, io mi sono accesa la mia sigaretta e lei questa volta no. Perchè?
Perchè lei, la mia migliore amica, aspetta un bambino! :-D
Come siamo diventate grandi... la mia mente vola a ritroso e ripercorre la storia della nostra amicizia, una storia che ha punti luminosi e oscuri.
Mi sovviene quella volta che eravamo andate in montagna a "smontare" la casa che avevo affittato con il mio ex-fidanzato, quella notte che, sedute sul balcone, fumando mille sigarette, avevamo bruciato incensi ascoltando i Cure e avevamo pianto per la fine delle nostre relazioni. E Il giorno dopo, ubriache di birre, avevamo pulito la casa da cima a fondo.
Mi sovviene quel terribile luglio in cui è venuto a mancare il mio ex-fidanzato. Quel giorno lei aveva preso ferie e non mi aveva lasciato un attimo.
Mi sovvengono le vacanze insieme, i numerosi week-end in montagna di risate e infinite chiacchierate.
Mi sovviene quella sera in cui mi avevano consegnato le chiavi della mia casa attuale, dopo che la mia convivenza era naufragata miseramente. Non c'era nulla, neanche l'elettricità. E noi abbiamo illuminato con delle candele, sedute sul pavimento appoggiate al termosifone, fumando le solite mille sigarette... e lei batteva la mano sul pavimento e diceva "Questa casa è TUA!!!".
Mi sovvengono le sue visite quando tentavo di sistemare casa mia stuccando, scartavetrando e imbiancando. Lei arrivava in tuta da ginnastica e prendeva in mano la situazione dandomi una grossa mano.
Mi sovviene il suo matrimonio... desiderava un'invitata con cappello e guanti e l'ha avuta.
Mi sovviene quando mi ha detto che era incinta... siamo uscite a cena e lei ha modificato il foglietto dove era scritto "per 2" in "per 2/3".
E io mi sono commossa, perché lei è lei.
mercoledì 25 gennaio 2012
domenica 15 gennaio 2012
Odio sapere cosa sono i Lapsus Linguae.
Odio avere quelle poche nozioni di psicologia che mi portano a fare caso alle parole e ai gesti degli altri e a tentare di codificare e trovare significati...
sabato 14 gennaio 2012
Grazie Baricco
"Pensava (...) Lo faceva nella luce di una felicità strana, che non aveva mai provato, e che pure le parve, aveva portato con sé per anni, aspettandola. Le sembrò impossibile essere riuscita a fare altro, in tutto quel tempo, che custodirla e nasconderla. Di cosa siamo capaci, pensò. Crescere, amare, fare figli, invecchiare - e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta non arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente li risaliamo, in quello che sembra un unico viaggio."
"Non siamo personaggi, siamo storie (...)Ci fermiamo all'idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il colore delle cose, i rumori. Riesce a capire?"
... sì, io riesco a capire. Siamo fatti di momenti. Di aspettative che a volte durano una vita. Quante cose abbiamo lasciato in sospeso? Quante persone ci hanno lasciato sospesi nei loro momenti? E noi nel frattempo abbiamo costruito altri scenari, intrapreso altri percorsi, ascoltato altra musica, visti altri colori. Ma una parte di noi è rimasta là, in sospeso. E basta una parola, un suono, un gesto, un profumo, per tornare esattamente là. E i parametri dello spazio e del tempo vengono immediatamente annullati, come se in quel frattempo non ci fosse stato nulla. Quante parti di noi sono seminate in giro? Quante sono destinate a mettere le radici? Non ci è dato a sapere.
"Non siamo personaggi, siamo storie (...)Ci fermiamo all'idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il colore delle cose, i rumori. Riesce a capire?"
... sì, io riesco a capire. Siamo fatti di momenti. Di aspettative che a volte durano una vita. Quante cose abbiamo lasciato in sospeso? Quante persone ci hanno lasciato sospesi nei loro momenti? E noi nel frattempo abbiamo costruito altri scenari, intrapreso altri percorsi, ascoltato altra musica, visti altri colori. Ma una parte di noi è rimasta là, in sospeso. E basta una parola, un suono, un gesto, un profumo, per tornare esattamente là. E i parametri dello spazio e del tempo vengono immediatamente annullati, come se in quel frattempo non ci fosse stato nulla. Quante parti di noi sono seminate in giro? Quante sono destinate a mettere le radici? Non ci è dato a sapere.
Look at the stars, look how they shine for you and everything you do
Look at the stars
look how they shine for you
and everything you do
yeah they were all yellow
I came along
I wrote a song for you
and all the things you do
and it was called yellow
So then I took my turn
oh wh at a thing to have done
and it was all yellow
your skin
oh yeah your skin and bones
turn into something beautiful
and you know
you know I love you so
you know I love you so
I swam across
I jumped across for you
oh what a thing to do
'cos you were all yellow
I drew a line
I drew a line for you
oh what a thing to do
and it was all yellow
and your skin
oh yeah your skin and bones
turn into something beautiful
and you know
for you I bleed myself dry
for you I bleed myself dry
it's true
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine for
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine
look at the stars
look how they shine for you
and all the things that you do
(Non mi piacciono molto i Coldplay ma la dolcezza degli acuti e il testo di questa canzone mi fanno commuovere e piangere. Chissà quale tasto remoto dell'inconscio riescono ad attivare. Senza la musica, morirei)
look how they shine for you
and everything you do
yeah they were all yellow
I came along
I wrote a song for you
and all the things you do
and it was called yellow
So then I took my turn
oh wh at a thing to have done
and it was all yellow
your skin
oh yeah your skin and bones
turn into something beautiful
and you know
you know I love you so
you know I love you so
I swam across
I jumped across for you
oh what a thing to do
'cos you were all yellow
I drew a line
I drew a line for you
oh what a thing to do
and it was all yellow
and your skin
oh yeah your skin and bones
turn into something beautiful
and you know
for you I bleed myself dry
for you I bleed myself dry
it's true
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine for
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine
look at the stars
look how they shine for you
and all the things that you do
(Non mi piacciono molto i Coldplay ma la dolcezza degli acuti e il testo di questa canzone mi fanno commuovere e piangere. Chissà quale tasto remoto dell'inconscio riescono ad attivare. Senza la musica, morirei)
mercoledì 11 gennaio 2012
lunedì 2 gennaio 2012
Dimostrare affetto non è un difetto
... e io non mi sentirò più sbagliata ad essere quello che sono e ad agire come mi sento. Io non posso essere nemica della persona che dovrei amare più a questo mondo e cioè me stessa.
sabato 10 dicembre 2011
"Ogni tanto mi fa compagnia"
"Ogni azione, ogni nuova informazione viene inserita in programmazione per la formazione della mia opinione. Ricordo ogni premiazione, imparo da ogni delusione. Stati di apprensione, ma l'affermazione del mio IO rimane la questione. L'evoluzione è il mettersi in discussione."
"Con tutto quello che faccio per te!"
"E chi te l'ha chiesto?"
Già, chi me l'ha chiesto? E' come se mi aspettassi sempre qualcosa per quello che dono (il mio tempo, le mie attenzioni, il mio affetto, il mio amore). Non ho ancora imparato a non crearmi aspettative e forse non imparerò mai. Magari sono solo un'ipocrita che fa finta di essere buona per ottenere tempo, attenzioni, affetto, amore dagli altri. Ma se fossi un'ipocrita, probabilmente non mi farebbe così male.
"Con tutto quello che faccio per te!"
"E chi te l'ha chiesto?"
Già, chi me l'ha chiesto? E' come se mi aspettassi sempre qualcosa per quello che dono (il mio tempo, le mie attenzioni, il mio affetto, il mio amore). Non ho ancora imparato a non crearmi aspettative e forse non imparerò mai. Magari sono solo un'ipocrita che fa finta di essere buona per ottenere tempo, attenzioni, affetto, amore dagli altri. Ma se fossi un'ipocrita, probabilmente non mi farebbe così male.
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