lunedì 6 febbraio 2012

Perchè "buona" deve essere sinonimo di "cogliona"?

Non interferisco. 
Non insisto. 
Evito di infastidire o ferire se so che qualcosa infastidisce o ferisce. 
Tento sempre di capire e giustificare, di trovare il lato buono dietro l'azione negativa. 
Rispetto le idee, i tempi, le situazioni, le risposte altrui. 
Rispetto gli altri. 


Non mi approfitto MAI delle altrui paure per minacciare.


Ma allora perché non provate una cazzo di volta a mettervi nei miei panni ed essere o almeno tentare di essere un po' indulgenti nei miei confronti come io lo sono nei confronti degli altri?




P.S. Un mio amico ha scritto su Twitter:


"accusare gli altri di mancanze/errori/difetti proprii è un grande classico che non muore mai"


Farò parte di questa categoria?

venerdì 3 febbraio 2012

La dinamica dei miei presentimenti

Funziona così: nella mia mente, senza una ragione apparente, si delinea un presentimento. Spesso, poco dopo, il presentimento viene alimentato da un input. Se l'input viene seguito da una coincidenza, ho quasi la certezza matematica che il presentimento abbia un fondamento. Purtroppo poi non ho quasi mai modo di verificare le basi del mio dubbio e chiedere direttamente è un errore perché a quel punto ricevo risposte (forse) bugiarde alle quali non posso obiettare. Quindi la morale è la seguente: dare ascolto alle voci interiori e farne tesoro per non farsi prendere per il culo e prendere distacco e misure cautelative per non soffrirne. Spesso ci illudiamo di poter controllare tutto e che questo controllo ci esenti dallo stare male. La verità è che, non solo non possiamo controllare nulla, ma niente può preservarci da eventuali sofferenze. L'unica cosa da fare è essere sempre vigili e lucidi e sgombrare la mente da questi pensieri spazzatura. Tanto quello che deve accadere, accade comunque.

mercoledì 1 febbraio 2012

Dovremmo imparare dalle piante

"Guardate sempre la luce del sole e non vedrete mai l'ombra. Questo è quello che fanno i girasoli." 


Helen Keller 


... e lei era sordo-cieca.



martedì 31 gennaio 2012

‎"Non puoi volere una zebra e non accettare le sue strisce" (A. De Carlo)

... spesso sono proprio le caratteristiche che ci attirano in una persona a darci poi fastidio. E' una forma di masochismo, forse. Siamo attratti dalle persone libere e indipendenti e poi cerchiamo di confinarle. Siamo attratti dalle persone chiuse e riservate e poi ci lamentiamo dei loro silenzi. O forse è la sfida ad attirarci, il pensiero di riuscire a "domare" qualcun'altro nel tentativo di domare e mettere a tacere le nostre mancanze. Siamo egocentrici e proiettiamo il nostro essere, i nostri bisogni, le nostre paure sugli altri, illudendoci che possano essere la soluzione. E con una sorta di indolenza li accusiamo di non essere quello che noi vorremmo, scordandoci che l'amore vero è quello incondizionato. 


Io non sono sicura di riuscire ad amare incondizionatamente ma mi sto allenando ad accettare le strisce della zebra. Spero di essere sulla strada giusta.

mercoledì 25 gennaio 2012

Perchè lei è lei

Perchè con lei non è importante la destinazione, il locale o il giorno in cui ci si vede. Con lei ci si può vedere anche un lunedì sera di gennaio e andare in un pub che non si conosce e ne uscirà comunque sempre una splendida serata. Come di consueto, io ho ordinato la mia birra. Lei questa volta no, lei ha preso un the caldo. Come sempre abbiamo sfidato il freddo e siamo uscite a fumare, io mi sono accesa la mia sigaretta e lei questa volta no. Perchè?


Perchè lei, la mia migliore amica, aspetta un bambino! :-D


Come siamo diventate grandi... la mia mente vola a ritroso e ripercorre la storia della nostra amicizia, una storia che ha punti luminosi e oscuri.


Mi sovviene quella volta che eravamo andate in montagna a "smontare" la casa che avevo affittato con il mio ex-fidanzato, quella notte che, sedute sul balcone, fumando mille sigarette, avevamo bruciato incensi ascoltando i Cure e avevamo pianto per la fine delle nostre relazioni. E Il giorno dopo, ubriache di birre, avevamo pulito la casa da cima a fondo.


Mi sovviene quel terribile luglio in cui è venuto a mancare il mio ex-fidanzato. Quel giorno lei aveva preso ferie e non mi aveva lasciato un attimo.


Mi sovvengono le vacanze insieme, i numerosi week-end in montagna di risate e infinite chiacchierate.


Mi sovviene quella sera in cui mi avevano consegnato le chiavi della mia casa attuale, dopo che la mia convivenza era naufragata miseramente. Non c'era nulla, neanche l'elettricità. E noi abbiamo illuminato con delle candele, sedute sul pavimento appoggiate al termosifone, fumando le solite mille sigarette... e lei batteva la mano sul pavimento e diceva "Questa casa è TUA!!!".


Mi sovvengono le sue visite quando tentavo di sistemare casa mia stuccando, scartavetrando e imbiancando. Lei arrivava in tuta da ginnastica e prendeva in mano la situazione dandomi una grossa mano.


Mi sovviene il suo matrimonio... desiderava un'invitata con cappello e guanti e l'ha avuta.


Mi sovviene quando mi ha detto che era incinta... siamo uscite a cena e lei ha modificato il foglietto dove era scritto "per 2" in "per 2/3". 


E io mi sono commossa, perché lei è lei.

domenica 15 gennaio 2012

Odio sapere cosa sono i Lapsus Linguae.

Odio avere quelle poche nozioni di psicologia che mi portano a fare caso alle parole e ai gesti degli altri e a tentare di codificare e trovare significati...

sabato 14 gennaio 2012

Grazie Baricco

"Pensava (...) Lo faceva nella luce di una felicità strana, che non aveva mai provato, e che pure le parve, aveva portato con sé per anni, aspettandola. Le sembrò impossibile essere riuscita a fare altro, in tutto quel tempo, che custodirla e nasconderla. Di cosa siamo capaci, pensò. Crescere, amare, fare figli, invecchiare - e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta non arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente li risaliamo, in quello che sembra un unico viaggio."
"Non siamo personaggi, siamo storie (...)Ci fermiamo all'idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il colore delle cose, i rumori. Riesce a capire?"


... sì, io riesco a capire. Siamo fatti di momenti. Di aspettative che a volte durano una vita. Quante cose abbiamo lasciato in sospeso? Quante persone ci hanno lasciato sospesi nei loro momenti? E noi nel frattempo abbiamo costruito altri scenari, intrapreso altri percorsi, ascoltato altra musica, visti altri colori. Ma una parte di noi è rimasta là, in sospeso. E basta una parola, un suono, un gesto, un profumo, per tornare esattamente là. E i parametri dello spazio e del tempo vengono immediatamente annullati, come se in quel frattempo non ci fosse stato nulla. Quante parti di noi sono seminate in giro? Quante sono destinate a mettere le radici? Non ci è dato a sapere.